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Questo articolo fa riferimento al nostro evento BIG Tools, del 9 dicembre 2020, BIG Mistakes con Paolo Busi. La registrazione dell’evento è disponibile a questo link.

Improvise!

Improvvisare è un verbo che si porta dietro una connotazione negativa. A nessuno piace una cosa improvvisata, non vogliamo attorno a noi persone che improvvisino come non vogliamo soluzioni improvvisate. “Improvvisato” è per molti sinonimo di dilettantesco, di cose fatte a caso, di mancanza di cura.

Houston, Abbiamo Un Problema

Per avere un’idea di cosa sia veramente l’improvvisazione guardatevi invece il film Apollo 13 o leggetevi la storia di quei giorni. Quei tecnici, ingegneri, matematici e tutti coloro che hanno riportato sulla terra gli astronauti sani e salvi, erano dei dilettanti oppure professionisti altamente qualificati, capaci di lavorare in team e di fare fronte in tempi rapidi a una crisi inaspettata e non contemplata dai manuali? Ciò che fece la differenza tra la tragedia e quello che fu “un fiasco di successo” altro non è stato che la loro capacità di improvvisare. E per improvvisare intendo sapere tirare fuori il meglio da ciò che si ha. Analizzando la vicenda dell’Apollo 13 possiamo trarre alcune linee generali su cosa costituisca la “capacità di improvvisare”: • Alto livello di comunicazione tra i membri del team e tra i vari team. • Ricerca della soluzione ottimale attraverso prove ed errori • Capacità di gettare via in tempi rapidi idee e preconcetti cui si era legati, per far posto a nuove idee maggiormente confacenti la nuova situazione • Alto coinvolgimento dei membri del team poiché ognuno è messo nelle condizione di dare il proprio contributo. • Valorizzazione delle idee altrui. • Creazione di un ambiente in cui il giudizio è sospeso.

Il Miracolo sul Hudson

Imparare a improvvisare non vuol dire non dare la dovuta importanza a ciò che si sta facendo, ma significa saper sempre cosa fare quando ci si trova in situazione. Attenzione, però: saper cosa fare, non quello che si farà. Questa distinzione implica che l’improvvisatore ha sicuramente una conoscenza meno dettagliata, ma più profonda dei meccanismi sui quai verrà chiamato a improvvisare. Per chiarire questo concetto guardate Sully, il film di Clint Eastwood sul pilota che nel 2009 fece atterrare in emergenza un aereo nel fiume Hudson salvando la vita a tutti i passeggeri. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a un’improvvisazione, al dover fare fronte in tempi rapidi a una situazione inattesa. Ed è stata la conoscenza profonda che aveva il comandante Sullenberger del volo civile a permettergli di sapere non quello che avrebbe fatto – non c’erano manuali che prevedessero una simile manovra – ma cosa fare. Improvvisare non significa fare le cose “alla carlona” (e vi invito anche a leggere le origini di questa espressione, potrebbe tornarvi utile), significa tirar fuori il meglio che si può da ciò che si ha, nel tempo che si ha a disposizione. Significa essere disponibili ad addentrarsi nell’ignoto per cercare la soluzione al nostro problema. Ciò non garantisce la migliore soluzione possibile, ma garantisce che si lavori verso una soluzione, invece di perder tempo a discutere, quando invece si dovrebbe agire. Significa anche cambiare il nostro approccio verso gli errori, nostri e di chi ci sta attorno. Perché se non permettiamo a nessuno, noi per primi, di prendersi dei rischi, non possiamo sperare che vengano trovate soluzioni innovative.

Improvvisazione per Il Futuro

L’industria 4.0, l’evoluzione digitale e il cambiamento climatico sono tre elementi che aumentano a dismisura la volatilità degli scenari futuri, ben oltre la nostra capacità di prevederne e governarne gli sviluppi. Questo implica che, volenti o nolenti, saremo chiamati sempre più spesso a improvvisare soluzioni a problemi che oggi non riusciamo neppure a immaginare. Sappiamo che i cigni neri esistono e che nessuno ne è esente. Possiamo prepararci al mindset giusto per affrontarli o sperare che, quando arriveranno, ci siano altri a doverci fare fronte, In ogni caso è oggi che dobbiamo decidere se investire o meno nella capacità nostra e dei nostri team di improvvisare. Questo deciderà se le nostre improvvisazioni saranno gestite da dilettanti o da esperti, perché è indubbio che per saper bene improvvisare bisogna essere preparati. – Paolo Busi è un formatore presso la Scuola di Fallimento e un esperto in improvvisazione.